Roma, 29 ottobre 2026. Ultima Generazione aderisce allo sciopero generale 30 ottobre, indetto dall’USB (Unione Sindacale di Base) con lo slogan “Contro il carovita. No alla guerra. No al riarmo”. Il movimento sarà nelle piazze italiane insieme a studenti e lavoratori. Domani scioperano anche i portuali di oltre 40 porti europei e del Mediterraneo contro il traffico di armi.
Chi scende in piazza il 30 ottobre
Le piazze sono le stesse che nelle ultime settimane hanno visto mobilitarsi studenti, lavoratori agricoli e autotrasportatori. Anche gli studenti hanno annunciato la loro adesione allo sciopero. Per questo Ultima Generazione parla di un’occasione per rilanciare il conflitto sociale.
Carovita e legge di bilancio: le ragioni dello sciopero
Secondo il movimento, il 77% degli italiani dichiara difficoltà economiche. [Inserire fonte del sondaggio]. Per milioni di famiglie, sostiene Ultima Generazione, la vita quotidiana è diventata insostenibile.
Il movimento contesta inoltre la nuova legge di bilancio del governo di Giorgia Meloni. Secondo Ultima Generazione, quasi la metà della manovra va al riarmo e alla difesa. Questo, aggiunge, comporta meno risorse per sanità, scuola, trasporti pubblici e welfare.
Le critiche ai decreti sicurezza
Ultima Generazione critica anche gli otto decreti sicurezza approvati finora. Il movimento denuncia l’uso di idranti e manganelli contro manifestanti pacifici da parte delle forze dell’ordine, e ne attribuisce la responsabilità al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per il movimento, queste misure non rispondono ai problemi economici delle persone.
La campagna “Non con i nostri soldi”
Da settembre il movimento porta avanti la campagna “Non con i nostri soldi”. All’appello hanno già aderito oltre 9.500 persone.
La campagna punta il dito contro le banche. Secondo Ultima Generazione, gli istituti negano mutui e prestiti senza forti garanzie, ma investono i risparmi dei clienti in armi, petrolio e gas. Il movimento ricorda inoltre che il governo non tassa gli extraprofitti delle banche. Queste mancate entrate, afferma, si traducono in tagli ai servizi pubblici.
Ultima Generazione sarà quindi nei cortei del 30 ottobre “con amore e determinazione”, per riprendersi il futuro.
















